venerdì 18 ottobre 2013

Punto di vista di Palomar

Mentre scorrevo soprappensiero, la bacheca di Facebook mi imbatto in un post di Ottimomassimo, il bassotto. Non il cane di Cosimo, il Barone rampante, bensì quello della bella libreria itinerante di Roma.

Il bassotto romano, nel post, pone un quesito: "Se Calvino fosse vivo, come sarebbe stato?"
Ottimomassimo dice che non sarebbe mai sceso dal suo albero!

E combinazione, qualche settimana fa, a Grosseto, Calvino si è affacciato dalla finestra della sua...abitazione castiglionese...a Roccamare.






L'illustrazione dedicata a Calvino-Palomar-Barone Rampante è nata per "Ritratti di Maremma", curata da Arte Invisibile Associazione Culturale per l'evento Città Visibile 2013, promossa dal CEDAV Arti Visive di Grosseto.

Calvino si affezionò molto alla terra maremmana, grazie al suo amico scrittore Pietro Citati, il quale gli presentò il borgo di Castiglione della Pescaia, la sua pineta e il suo bellissimo mare. E' proprio una bella combinazione sapere anche che, quando la prima volta venne qua, nei miei luoghi, correva l'anno della mia nascita; l'ho scoperto qui.

Calvino ha ambientato diversi suoi scritti nei dintorni della sua villa a Roccamare. La comunità di Castiglione, alla sua scomparsa, lo salutò con uno striscione: La terra di Palomar, col suo mare, le sue spiagge, le sue onde, i suoi boschi, i suoi silenzi, così meravigliosamente cantati dal Maestro rende l'ultimo, sincero, affettuoso, sentito omaggio a Italo Calvino.

La mostra è al ComixCafè.

venerdì 22 febbraio 2013

L'uomo che piantava gli alberi


Questo testo di Jean Giono è una poesia scritta in prosa.
Il giovane narratore, durante una delle sue passeggiate in Provenza, racconta in modo solenne di Elzéard Bouffier, colui che piantava gli alberi.

C'è il silenzio della Natura, insieme agli alberi, a fare da protagonista nel libro. 
Quel silenzio che pian piano si è arricchito di verde. Proprio come quando siamo in attesa che sbocci un fiore; lo si vede chiuso e il giorno dopo è aperto...una strana magia che avviene sempre senza far rumore.
Per questo ho rappresentato un solo albero, lo spazio bianco evoca calma prodotta dalla Natura e i rami, dietro alla chioma della quercia, non sono solo rami, ma le vene, le arterie di un cuore; quello del pastore che pianta gli alberi solo per amore e rispetto verso il Creato.


La copertina l'ho inviata alla Salani, per il concorso indetto per festeggiare i 150 anni della Casa Editrice. Due giorni fa mi è arrivata la notizia della preselezione, qui si possono trovare i pdf di tutte le copertine scelte. In bocca al lupo a tutti i partecipanti. 
Ce ne sono molte, davvero belle.